Statuto

Articolo 1. Denominazione

L'Associazione Italiana Traduttori e Interpreti (AITI) è un'Associazione professionale apartitica, aconfessionale, non riconosciuta, senza finalità di lucro. Membro fondatore della Fédération Internationale des Traducteurs (FIT), organismo non governativo dell'UNESCO, riconosce quest'ultima come organismo internazionale rappresentativo della categoria, facendo propria la raccomandazione di Nairobi, XIX Conferenza dell'UNESCO.

Articolo 2. Sede e Rappresentanza legale

La sede dell'Associazione è presso la Presidenza Nazionale. Il Presidente Nazionale rappresenta legalmente l'Associazione a tutti gli effetti.

Articolo 3. Scopi

L'AITI persegue i seguenti scopi:

  • promuovere la collaborazione con gli Istituti di formazione dei traduttori e degli interpreti;
  • promuovere l'aggiornamento professionale dei traduttori e degli interpreti;
  • promuovere la raccolta e la diffusione di informazioni riguardanti la professione;
  • garantire, sotto l'aspetto etico e sociale, il rispetto delle migliori condizioni e prestazioni di lavoro, autonomo e dipendente, dei traduttori e degli interpreti, anche tramite l'elaborazione di contratti tipo;
  • tutelare gli interessi economici e giuridici dei propri soci;
  • inserire l'AITI e i singoli soci in associazioni internazionali che perseguano gli stessi scopi;
  • promuovere iniziative legislative volte al riconoscimento di uno stato giuridico professionale, del diritto d'autore a favore dei traduttori, della tecnica della traduzione come materia d'insegnamento negli istituti di istruzione a vari livelli.

Articolo 4. Fondi

Le entrate dell'AITI sono costituite da:

  1. quote associative ordinarie e straordinarie a carico degli iscritti;
  2. finanziamenti;
  3. donazioni.

Le modalità di utilizzo dei suddetti fondi sono stabilite nel regolamento di attuazione del presente Statuto.

Articolo 5. Soci

Soci ordinari

Possono essere ammesse in questa categoria, secondo le modalità di cui al successivo Art. 6., soltanto le persone fisiche che svolgono attività non occasionale e retribuita di traduttore e/o interprete. Gli iscritti ad altre associazioni appartenenti alla FIT sono ammessi sulla base della reciprocità di trattamento.

Soci praticanti

Possono essere ammessi in questa categoria quei traduttori e/o interpreti che, pur in possesso delle qualifiche e dei requisiti richiesti, non abbiano ancora maturato l'esperienza professionale per essere ammessi nella categoria dei Soci ordinari. La permanenza nella categoria dei Soci praticanti non può protrarsi oltre i tre anni.

Soci onorari

Possono essere ammesse in questa categoria persone fisiche che abbiano dato un contributo determinante nel campo della traduzione e/o interpretariato o che abbiano sostenuto l'AITI moralmente o materialmente.

Soci aggregati

Possono far parte di questa categoria persone fisiche quali cultori di materie strettamente connesse alla traduzione, studiosi di problemi teorici della traduzione e/o dell'interpretariato, nonché persone giuridiche, limitatamente a istituiti universitari, scuole superiori per interpreti e traduttori riconosciute (ai sensi della Legge 11/10/1986 n. 697), enti culturali che svolgano o abbiano svolto attività che favoriscano il conseguimento degli scopi sociali.

Non possono far parte dell'Associazione i titolari di agenzie di traduzione e i membri di altre forme associative che operano come agenzie.

Articolo 6. Ammissioni

Soci ordinari

Per l'ammissione come socio ordinario si richiede la presentazione di una domanda corredata da titolo di studio e curriculum professionale documentato nonché il superamento di una prova di idoneità professionale. Devono essere altresì presentati contestualmente certificati attestanti la cittadinanza, la residenza e i carichi pendenti, nonché il certificato penale generale.

La domanda viene vagliata dalla sede regionale di competenza, in base a quanto stabilito in merito dal Regolamento di attuazione del presente statuto, e ratificata dal Presidente Nazionale. Il candidato non ammesso può ripresentare la domanda decorsi due anni dalla decisione negativa. È prevista l'ammissione per "chiara fama", valutata caso per caso dal C.D.N. su proposta del Presidente Regionale.

Soci praticanti

Per l'ammissione come socio praticante si richiede la presentazione di una domanda corredata da titolo di studio, come definito dal Regolamento di Attuazione del presente statuto, e da eventuale curriculum professionale documentato, oltre alla documentazione amministrativa prevista per il socio ordinario. Entro il termine di cui al comma 2 art. 5., i soci praticanti possono essere ammessi alla prova di idoneità professionale previa documentazione dell'esperienza acquisita.

Articolo 7. Quota associativa

I soci sono tenuti al versamento anticipato alla regione di appartenenza di una quota associativa annuale, il cui ammontare viene fissato dall'assemblea regionale ordinaria. La quota associativa è dovuta fin dal 1 gennaio dell'anno cui si riferisce e deve essere versata entro il 31 marzo. Si applica una penale del 30 percento sulla quota vigente in caso di versamento dopo il 31 marzo ma entro il 30 giugno, e una penale del 50 percento in caso di versamento oltre il 30 giugno. Solo i soci onorari non sono tenuti al versamento della quota. L'assemblea può deliberare contributi straordinari a carico di tutti i soci per evenienze impreviste di particolare importanza.

Articolo 8. Doveri dei soci

I soci devono attenersi al dovere di correttezza, lealtà, dignità e decoro. Devono adempiere con scrupolo e diligenza l'incarico loro affidato. Mantenere il segreto professionale sull'attività svolta e la riservatezza sugli affari trattati quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario delle prestazioni stesse. Devono inoltre curare il proprio aggiornamento professionale, promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi mantenendo sempre nei confronti degli stessi un atteggiamento di lealtà. Devono provvedere agli adempimenti previdenziali e fiscali prescritti dalle norme in vigore. L'inosservanza dei suddetti obblighi può comportare l'irrogazione di sanzioni disciplinari, come previsto nell'apposito regolamento.

Articolo 9. Perdita della qualità di socio

Si perde la qualità di socio:

  • per decesso;
  • per dimissioni;
  • per decadenza, esclusione o espulsione.

Le dimissioni volontarie non esonerano il socio dal pagamento delle quote associative o degli altri contributi maturati prima della presentazione delle dimissioni. È ritenuto decaduto il socio che non abbia versato la quota associativa entro il 31 dicembre dell'anno di riferimento. La decadenza è deliberata dal Consiglio Direttivo Regionale (C.D.R.). Il socio decaduto può essere riammesso, però osservando le formalità di cui all'art. 7 e previo pagamento degli arretrati. L'esclusione e l'espulsione vengono decise dal C.D.N. e su proposta del C.D.R. e sentito il Collegio Nazionale dei Probiviri.

L'esclusione può essere deliberata nei confronti del socio che abbia agito in contrasto con gli interessi dell'associazione e con gli scopi da essa perseguiti. L'espulsione può essere deliberata nei confronti del socio la cui condotta possa pregiudicare il buon nome dei traduttori e degli interpreti sotto il profilo dell'etica professionale.

Articolo 10. Organi dell'associazione

Gli organi dell'Associazione sono:

  1. l'Assemblea Generale;
  2. il Consiglio Direttivo Nazionale;
  3. il Comitato Esecutivo Nazionale;
  4. il Presidente Nazionale;
  5. il Tesoriere Nazionale;
  6. il Collegio dei Sindaci;
  7. il Collegio dei Probiviri.

Tutte le cariche sociali sono gratuite.

Articolo 11. Assemblea

L'Assemblea Generale è costituita da tutti i soci. Hanno diritto di voto solo i soci ordinari, in regola con il pagamento della quota associativa dell'anno precedente e dei contributi straordinari a carattere generale, e i soci onorari. L'Assemblea si riunisce ordinariamente una volta all'anno, entro la fine di maggio, e straordinariamente quando lo ritenga necessario il C.D.N. o ne sia fatta richiesta da un quinto dei soci in regola con i pagamenti. L'Assemblea rappresenta tutti i soci e le sue delibere obbligano gli stessi nei limiti dello Statuto. La sede viene decisa di volta in volta dal C.D.N.

Articolo 12. Convocazioni

L'avviso di convocazione dell'Assemblea viene diramato dal Presidente Nazionale almeno trenta giorni prima della data della riunione e deve specificare luogo, data e ora della riunione nonché gli argomenti dell'Ordine del Giorno. La convocazione avviene mediante semplice avviso inviato a tutti i soci. Nei casi di urgenza, l'Assemblea può essere convocata dal Presidente Nazionale con venti giorni di preavviso.

Articolo 13. Validità delle assemblee

L'Assemblea ordinaria è valida quando sia presente o rappresentata per delega la maggioranza semplice dei soci che hanno diritto al voto. Qualora non possa validamente riunirsi all'ora stabilita per mancanza del numero legale, l'Assemblea si riunisce validamente trascorsa un'ora, qualunque sia il numero degli intervenuti. L'Assemblea straordinaria è valida quando siano presenti o rappresentati per delega in prima convocazione i 2/3 e in seconda convocazione la metà più uno dei soci che hanno diritto al voto.

Articolo 14. Rappresentanza in assemblea

I soci aventi diritto di voto hanno facoltà di farsi rappresentare mediante delega scritta conferita ad un altro socio che abbia diritto di voto. Un socio non può detenere più di tre deleghe. Le deleghe devono essere menzionate nel verbale dell'Assemblea e conservate fra gli atti sociali. L'Assemblea è presieduta dal Presidente Nazionale assistito dal Segretario Generale. Il Presidente verifica la validità delle deleghe e constata la regolare costituzione dell'Assemblea. Il processo verbale della riunione deve essere sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. Del verbale si dà lettura in apertura dell'Assemblea successiva per la necessaria approvazione.

Articolo 15. Votazioni

Per le votazioni si procede normalmente con il sistema dell'alzata di mano, per le elezioni delle cariche sociali si procede con il sistema della votazione a scrutinio segreto. Hanno diritto di voto nelle Assemblee i soci in regola con i pagamenti delle quote associative dell'anno precedente e che risultino iscritti negli elenchi predisposti dalla Presidenza Nazionale di concerto con la Tesoreria Nazionale e consegnati alla Segreteria Generale in busta chiusa la mattina precedente il giorno delle votazioni. I soci di recente ammissione o che non risultino inseriti nei suddetti elenchi possono essere ammessi a votare previa produzione della prova attestante l'avvenuto regolare pagamento della propria quota.

Articolo 16. Assemblea ordinaria

L'Assemblea ordinaria discute e delibera:

  • sulla relazione del Presidente Nazionale circa l'attività svolta nell'anno precedente;
  • sul bilancio consuntivo e sulla relazione del Tesoriere Nazionale per l'anno precedente, nonché sul bilancio preventivo per l'anno in corso;
  • su qualsiasi argomento messo all'O.d.G. e riguardante la categoria e gli scopi sociali.

Le delibere sono adottate a maggioranza semplice e in caso di parità prevale il voto del Presidente Nazionale. Ogni quadriennio l'Assemblea, nella sua riunione ordinaria, elegge fra i soci i membri del C.D.N. e i membri del Collegio dei Sindaci. Tale votazione avviene per scrutinio segreto e può effettuarsi per posta secondo le modalità previste dal Regolamento di attuazione del presente Statuto.

Articolo 17. Assemblea straordinaria

L'Assemblea straordinaria discute e delibera:

  1. sulle modifiche allo Statuto;
  2. sullo scioglimento dell'Associazione;
  3. su quant'altro ritenuto necessario dal C.D.N.

Le delibere sono adottate a maggioranza di 2/3 per quanto riguarda i punti 1 e 2, e a maggioranza semplice per quanto riguarda il punto 3.

Articolo 18. Consiglio Direttivo Nazionale

Il Consiglio Direttivo dura in carica 4 anni e si compone di nove membri eletti dall'Assemblea. Fra questi membri il Consiglio Direttivo elegge, a sua volta, il Presidente, il Vicepresidente e il Tesoriere. Fanno parte di diritto del C.D.N. i Presidenti delle sezioni regionali dell'AITI. La riunione del C.D.N. per la nomina delle cariche sociali deve avere luogo immediatamente dopo la chiusura dell'Assemblea in cui sono stati eletti i Consiglieri. I Consiglieri hanno l'obbligo di partecipare almeno a una riunione all'anno, pena la decadenza. Qualora si renda vacante un posto di Consigliere, subentra il primo dei non eletti.

Articolo 19. Riunioni del Consiglio Direttivo Nazionale

Il C.D.N. si riunisce in via ordinaria due volte all'anno su convocazione del Presidente o, in caso di sua assenza, del Vicepresidente. Tale convocazione può essere diramata anche per lettera semplice, almeno venti giorni prima della data fissata per la riunione. Le riunioni ordinarie del C.D.N. si tengono in linea di massima nei mesi di maggio e ottobre, nella sede di volta in volta decisa dal C.D.N. Il C.D.N. si riunisce in via straordinaria ogni qualvolta il Presidente o il Comitato esecutivo lo ritengano necessario, o ne sia fatta richiesta da almeno la metà dei Consiglieri. La riunione è valida quando sia presente la maggioranza dei Consiglieri e comunque quando siano presenti i 2/3 dei membri elettivi. I componenti del C.D.N. possono essere rappresentati per delega. Le deleghe possono essere conferite solo agli aventi diritto al voto e non possono essere cumulate in numero maggiore di due. Le delibere sono adottate a maggioranza dei presenti e, in caso di parità, prevale il voto del Presidente.

Articolo 20. Funzioni del Consiglio Direttivo Nazionale

Il C.D.N. discute e delibera su tutte le questioni poste all'Ordine del Giorno, purché in linea con le direttive generali dell'Assemblea. Ciascuno dei membri può proporre argomenti da inserire nell'O.d.G., comunicandoli al Presidente almeno 40 giorni prima della riunione. Inoltre il Consiglio Direttivo:

  • esamina il bilancio consuntivo e il bilancio preventivo redatti dal Tesoriere;
  • predispone annualmente il tariffario nazionale;(soppresso in ottemperanza alla Legge 287/90 a seguito di procedura dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, procedimento DC/4813, verbale del 19 novembre 2004).
  • vigila sulla esatta applicazione delle norme del presente Statuto da parte dei C.D. Regionali e coordina le attività delle regioni;
  • delibera su tutte le materie, inerenti all'amministrazione ordinaria e straordinaria dell'Associazione, che siano genericamente idonee al raggiungimento degli scopi sociali e che non siano dal presente Statuto riservate all'Assemblea Generale;
  • delibera sulle proposte di esclusione o di espulsione di soci, sull'istituzione di Commissioni di studio e operative, sulla nomina dei membri di tali Commissioni e su quella dei Probiviri;
  • delega, per l'esecuzione dei provvedimenti adottati, il Comitato Esecutivo o altri membri del Consiglio Direttivo.

Articolo 21. Presidente e Vicepresidente

Il Presidente Nazionale ha la rappresentanza legale dell'Associazione, ne convoca e presiede le riunioni istituzionali, controlla e cura l'osservanza della disciplina associativa, nomina suoi rappresentanti personali con incarichi definiti per iscritto. Prende sotto la sua responsabilità, tutti i provvedimenti di urgenza e le iniziative ritenute necessarie nell'interesse dell'Associazione, da sottoporre a ratifica del C.D.N. Qualora il Presidente e la maggioranza dei 2/3 dei Consiglieri eletti lo ritengano opportuno, nell'interesse dell'Associazione, si potrà, con decisione motivata e sentito il Collegio dei Sindaci, fare ricorso a referendum consultivo. Il Vicepresidente sostituisce il Presidente in caso di impedimento dello stesso e ne esercita le funzioni in caso di vacanza della carica.

Articolo 22. Tesoriere

Il Tesoriere Nazionale provvede all'amministrazione delle entrate, delle spese e del patrimonio sociale, in esecuzione del bilancio approvato dall'Assemblea e alle deliberazioni del C.D.N. Firma gli ordinativi di incasso e di pagamento e prepara annualmente il bilancio consuntivo e il bilancio preventivo da sottoporre all'esame del C.D.N. e all'approvazione dell'Assemblea. Può nominare tra i membri del C.D.N. un vice tesoriere destinato a sostituirlo in caso di impedimento o di assenza.

Articolo 23. Comitato esecutivo

Il Comitato Esecutivo Nazionale è composto da 5 membri. Di esso fanno parte il Presidente, Il Vicepresidente, il Tesoriere e due membri nominati dal C.D.N. fra i Consiglieri. Il Comitato Esecutivo attua le delibere del C.D.N.

Articolo 24. Segretario

Il Segretario Generale, scelto tra i membri elettivi del C.D.N. o tra i soci, è nominato dal Presidente e può essere sostituito. Collabora con il Presidente per l'organizzazione e il funzionamento dell'Associazione; partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni del C.D.N. e del Comitato Esecutivo e ne redige i verbali; cura altresì la redazione dei verbali delle Assemblee Ordinarie e Straordinarie; conserva i verbali delle riunioni degli organi dell'Associazione, la corrispondenza e tutta la documentazione dell'attività dell'Associazione; può avvalersi, sotto la sua responsabilità, e previa comunicazione al Presidente, di altri soci per l'espletamento dei suoi compiti.

Articolo 25. Sezioni regionali

Possono essere costituite delle Sezioni Regionali ove in una Regione il numero dei soci raggiunga un minimo di 15 persone.

La costituzione di nuove Sezioni Regionali è efficace solo dopo l'approvazione del C.D.N. In casi particolari il C.D.N. potrà autorizzare la costituzione di Sezioni Regionali anche con un numero di soci inferiore a 15, purché non inferiore a sette. La sezione di iscrizione deve essere quella della regione di domicilio abituale. Qualora tale sezione non esista è ammessa l'iscrizione ad altra sezione regionale.

Le Sezioni regionali eleggono un loro Presidente che rappresenta legalmente la Sezione e fa parte di diritto del C.D.N. Devono dotarsi di un proprio regolamento in armonia con il presente Statuto e con il relativo regolamento di attuazione.

Il regolamento regionale stabilisce le norme relative all'organizzazione interna della Sezione e deve essere approvato dal C.D.N. Le Sezioni esercitano le funzioni amministrative di interesse locale e hanno autonomia finanziaria nei limiti delle norme statutarie e delle deliberazioni di coordinamento dell'Assemblea e del C.D.N. Sono tenute a versare entro il 30 aprile alla Tesoreria Nazionale le quote associative nella misura stabilita annualmente dal C.D.N., ai pagamenti pervenuti oltre il termine ma entro il 30 luglio si applicherà la penale del 30%, a quelli pervenuti successivamente la penale del 50%. Il controllo di legittimità sugli atti amministrativi delle Sezioni è esercitato dal C.D.N. sentito il parere dei Probiviri. Le Sezioni possono essere sciolte con deliberazione motivata del C.D.N., quando compiano atti contrari alle norme statutarie o gravi violazioni di legge, o non rispondano all'invito del C.D.N. di sostituire il Direttivo o il Presidente Regionali che abbiano compiuto analoghi atti o violazioni. Possono essere sciolte quando per dimissioni o per impossibilità di formare una maggioranza non siano in grado di funzionare.

Qualora una Sezione ecceda dalla propria competenza o agisca in contrasto con gli interessi dell'Associazione o di altre Sezioni regionali, sarà invitata dal C.D.N. a modificare le proprie deliberazioni per adeguarle alle norme generali.

Articolo 26. Sindaci

Il Collegio dei Sindaci è composto da 3 membri effettivi e due supplenti. Uno dei 3 membri effettivi viene eletto Presidente del Collegio stesso. I 5 membri del Collegio restano in carica per 4 anni e sono rieleggibili. Devono intervenire alle riunioni del C.D.N. pena la decadenza dalla carica. Hanno il compito di provvedere al controllo amministrativo, adempiendo alle funzioni previste dagli artt. 2397 e ss. del C.C. in quanto applicabili. La carica di Sindaco non è cumulabile con nessun'altra e comporta l'impossibilità di esercitare in qualunque sede il voto per delega di altri soci.

Articolo 27. Probiviri

Il C.D.N. nominerà, ove necessario e preferibilmente tra i soci onorari, un Collegio di Probiviri per:

  • decidere su ricorsi contro presunte violazioni dello Statuto;
  • decidere sui ricorsi in materia disciplinare;
  • esprimere pareri sul comportamento dei soci, in ordine allo Statuto e all'etica professionale.

Articolo 28. Scioglimento

In caso di scioglimento dell'Associazione, da deliberarsi con il voto favorevole di almeno i 2/3 dei soci aventi diritto al voto, l'Assemblea Straordinaria nomina un Collegio di tre liquidatori e delibera sulle destinazioni da dare alle attività nette patrimoniali ovvero sulle modalità di reperimento dei fondi necessari a coprire le passività.

Articolo 29. Disposizioni generali

Il funzionamento tecnico amministrativo dell'Associazione sarà disciplinato da un Regolamento di attuazione da redigersi dal C.D.N. e da approvarsi dall'Assemblea. In tale regolamento saranno stabiliti i poteri delle regioni e i poteri e mansioni dei comitati tecnici nazionali e regionali.

Il presente Statuto è stato approvato dall'Assemblea Generale riunitasi a Milano il 3 giugno 1990 ed è in vigore da tale data.